Intervista telefonica con Pieralberto Valli

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Cantautorato elettronico, denso, Pieralberto Valli è una delle più interessanti sorprese del 2017. “Atlas”, disco in uscita il 24/2, racconta un mondo dove le parole, le sensazioni, le impressioni sono ancora importanti e dove le canzoni sono in grado di segnare un percorso visionario. Nel cantautorato di Pieralberto Valli vivono insieme ambient, pop, ricerca minimalista e soprattutto le canzoni e la loro intensità emotiva. Un artista ed un lavoro da scoprire con attenzione, pazienza… da ascoltare. E soprattutto: io non vedrei l’ora di andare a un suo concerto: non solo il suo album è tra quelli “indie” usciti ma suonati davvero bene. Ma è un personaggio così brillante che non saprei cosa aspettarmi.

(audio un po’ brutto causa auricolari cinesi che boh)

Questo è senza dubbio un disco coraggioso e che vive fuori dal tempo.  

Anzi, è un disco che viene da un posto dove forse il tempo si è fermato.

ATLAS è un album che parla di un viaggio iniziatico, quello del suo stesso autore. E come ogni viaggio iniziatico, va al di là del proprio tempo. Tra cantautorato ed elettronica, minimalismo ed ambient, i riferimenti di Pieralberto Valli spaziano dall’art-pop degli anni ’80 al cantautorato italiano più rigoroso e profondo, metabolizzando e reinterpretando tutto in modo personale sia dal punto di vista sonoro che lirico.

ATLAS è cantato in italiano, predilige il pianoforte per le sue melodie, piega a sé l’elettronica, ma non strizza mai l’occhio al mondo sintetico del pop odierno. E’ pop su un sentiero alternativo.

ATLAS come Atlante, il titano che regge sulle spalle il mondo, ma anche come “collezione di mappe”, le mappe usate dal navigatore-musicista per raggiungere il senso delle cose, senza l’ossessione di esserci, di piacere.

ATLAS è il debutto solista di Pieralberto Valli, già leader dei Santo Barbaro. Dal post-punk dei Santo Barbaro, Pieralberto Valli ha evoluto il proprio mondo musicale attraverso un sound più omogeneo puntando su testi che cullano, fanno tremare, fanno pensare. ATLAS è un disco da ascoltare con calma, un disco che richiede tempo e attenzione.

Pieralberto Valli ha pubblicato quattro dischi con i Santo Barbaro, “Mare Morto” del 2008, “Lorna” del 2010, “Navi” del 2012 e “Geografia Di Un Corpo” nel 2014, cui è seguita la pubblicazione del suo primo romanzo “Finché C’è Vita” con prefazione di Paolo Benvegnù. Insegnante di inglese, nato a Cesena nel 1980, Pieralberto Valli vive e lavora a Roma e in passato ha vissuto in Inghilterra, Bosnia e Spagna.

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