Tra dissonanza e famiglia: dentro il mondo Missklang

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Missklang significa dissonanza, ma nel caso dell’omonima band è una parola che racconta anche un equilibrio. Le Missklang sono Chiara alla voce, Giò alla chitarra, Gre al basso e Gloria alla batteria, ma tutte insieme sono un solo suono e una sola famiglia. Quattro personalità diverse, gusti che non sempre coincidono, eppure un suono unico che tiene tutto insieme. Dal 2012 a oggi le Missklang hanno attraversato cambiamenti, evoluzioni e nuove consapevolezze, senza mai perdere quella tensione creativa che le definisce. “La gente si deve svegliare” è figlia anche di questo percorso: un brano che unisce le differenze e le trasforma in identità.

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In che modo le vostre differenze influenzano il processo creativo? C’è mai stato un momento in cui la “dissonanza” ha rischiato di diventare un problema?

Abbiamo background e gusti differenti, ognuna dà il suo apporto alla band nella scrittura dei brani ma anche a livello caratteriale: tra chi è più riflessiva e chi più istintiva, chi manda avanti la testa e chi il cuore, troviamo il nostro centro e il nostro equilibrio.

In apparenza la dissonanza sembra rallentare il nostro percorso, ma in realtà ci aiuta a creare fondamenta più solide, è come comporre un puzzle: ci vuole tempo ma tutti i pezzi insieme danno vita a un’immagine ben definita.

Com’è cambiato il vostro modo di scrivere insieme negli anni?

Abbiamo iniziato in modo inesperto, scrivendo tutto insieme e condensando tante parole e tante idee… a volte troppe! Con il tempo abbiamo imparato a puntare all’essenziale, a essere più dirette e partire dalle esperienze del quotidiano di ciascuna di noi. Gli argomenti dei nostri pezzi crescono insieme a noi, alle nostre storie e alle nostre vite.

Cosa avete imparato l’una dall’altra che vi portate anche fuori dalla musica?

La razionalità, buttarsi senza pensarci troppo, aprire i propri orizzonti, ma anche usare l’eyeliner, lavare il pennello del fondotinta e fare i gin tonic.

“La gente si deve svegliare” inizia come uno sfogo ma diventa presto un inno collettivo. Cosa sperate di lasciare a chi ascolterà questo pezzo?

Un senso di liberazione, la carica giusta per reagire e la consapevolezza la routine è uno schifo per tutti.

C’è stato un episodio preciso che ha fatto scattare la scintilla per la realizzazione di questo brano?

Tutte e quattro lavoriamo a contatto con il pubblico, soprattutto nel periodo delle feste: non è il singolo episodio a dare vita a questo brano, ma proprio la ripetizione di mille e mille scenari sempre uguali e assurdi.

Qual è stata l’ultima canzone che avete cantato a squarciagola in macchina?

Chiara: Open your eyes – Guano Apes

Giò: Toxicity – Sistem of a down

Gre: Fari spenti – I Ministri

Glo: Monna Lisa – Ivan Graziani

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