L’uscita del video Una sera offre l’occasione per approfondire il percorso di Mike Orange, autore che negli ultimi anni ha definito una cifra stilistica riconoscibile, basata su essenzialità compositiva e attenzione per la dimensione narrativa del quotidiano. Il nuovo lavoro visivo conferma questo orientamento, sviluppando un linguaggio che privilegia la sottrazione e la costruzione di atmosfere coerenti con il carattere del brano.
Il video, diretto da Maurizio Carraro e girato a Norma, adotta un approccio osservativo che si discosta dalle logiche più spettacolari del formato. La presenza di Isabella Feudo, Enrico De Diviitis e Martina Deputato si inserisce in un impianto che non mira alla drammatizzazione, ma alla rappresentazione controllata di contesti e gesti ordinari. La regia lavora per quadri visivi sobri, definiti da ritmo misurato, composizioni pulite e una palette cromatica che accentua la dimensione intima della canzone.
La scelta di evitare una narrazione lineare appare funzionale all’identità del brano. Una sera si fonda infatti su una scrittura che valorizza il dettaglio, le pause, gli elementi marginali capaci di suggerire stati d’animo senza esplicitarli. L’impianto del video segue la stessa logica: mostra, ma non interpreta; suggerisce, ma non orienta. Il risultato è un equilibrio in cui musica e immagini procedono sullo stesso piano, senza sovrastarsi.
- Come è nato il brano Una sera?
Ciao alle lettrici e ai lettori di Lost in Groove. Un paio di anni fa ero sul mare di Sabaudia, verso la fine di settembre. La spiaggia era quasi deserta, poche persone intorno, e intanto avevo già una melodia che mi girava in testa. Da lì ho immaginato questa storia di una sera tra due persone. L’ho scritta di getto e credo di aver cambiato pochissime parole rispetto a quel momento. Faceva un caldo assurdo, mi sono preso una scottatura tremenda… eppure mi dicevo che mi stavo “godendo l’attimo”. Diciamo che l’attimo se lo stava godendo più il sole che me.
- Quali sono state le scelte principali nella realizzazione del video?
Innanzitutto la scelta della location: Norma, in provincia di Latina. Vivo lì da un paio di mesi e mi piaceva l’idea di calare il brano in questo nuovo contesto. Poi il fatto di non voler essere il protagonista del video: mi divertiva molto di più l’idea di fare delle apparizioni piuttosto che stare al centro della scena
- Che significato ha per te l’idea di un incontro che dura solo “una sera”?
Beh, è una domanda difficile. Sicuramente è un’esperienza che può capitare nella vita. L’immagine racconta un attimo di leggerezza in una quotidianità frenetica e piena di cose da fare, ma non sempre da godere. È come l’incontro tra due persone che fino a quel momento non si conoscono e condividono un lato di sé, consapevoli che sarà solo per una sera.
- In che modo questo singolo anticipa il tuo EP Aranciata Amara?
Dopo Poeta che è uscita a settembre di quest’anno, questo è un altro estratto di Aranciata Amara che uscirà nel mese di gennaio, ci sembrava bello (con Maurizio Carraro di Medea) di anticipare l’uscita dell’EP con un video, la canzone ci piaceva molto
- Ci sono stati riferimenti musicali o ispirazioni particolari durante la scrittura?
In questi anni ho ascoltato tanto il nuovo indie italiano, per esempio Marco Castello mi piace tanto e questa canzone sa un po’ di quelle atmosfere lì però in generale credo che in questo momento mi sento molto libero da influenze, sto mettendo in campo il mio bagaglio di questi anni per raccontare qualcosa in modo più personale possibile
- Come descriveresti il tuo percorso artistico negli ultimi anni in rapporto a questo brano?
Credo che se mi avessi chiesto 5 anni fa qual è il tipo di discorso musicale che volevo portare avanti quando mi ero messo in testa che volessi fare delle canzoni un po’ più pop, questo nuovo percorso me lo immaginavo così. Sono molto contento dei risultati che abbiamo ottenuto in questi anni con la band con cui ho sempre suonato da quando è iniziato Mike Orange, e credo che questa canzone e questo disco che abbiamo registrato sia una sintesi perfetta di quello che volevamo fare fin dall’inizio