Under One Hundred, “RESET”: cinque tracce per ritrovare se stessi nel caos quotidiano

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Fuori dal 27 ottobre “RESET”, il nuovo EP degli Under One Hundred, un progetto di cinque tracce che mescola rap old school, elettronica e cantautorato, dando vita a un racconto diretto e personale sulle difficoltà di stare al mondo senza perdere di vista se stessi.

Ci sono momenti in cui si sente il bisogno di fermarsi, prendere le distanze da tutto e provare a rimettere insieme i pezzi. È proprio da questa sensazione che sembra partire “RESET”, un EP che affronta le fragilità senza cercare di nasconderle dietro a parole rassicuranti. Gli Under One Hundred raccontano il disagio, la fatica delle relazioni e quella sensazione di soffocamento che può accompagnarci nella quotidianità, ma lo fanno anche per ricordarci che certe battaglie non dobbiamo necessariamente affrontarle da soli.

Le cinque tracce seguono un percorso che alterna rabbia, attrazione, bisogno di isolamento e desiderio di libertà. “Facce 2.0” apre il disco con uno sguardo disilluso sui rapporti umani, mettendo al centro maschere e falsità. È un inizio che non cerca compromessi e che restituisce tutta la frustrazione di chi si sente circondato da persone poco autentiche. Con “Fuoco Fatuo” l’atmosfera cambia: lo scontro con il mondo esterno lascia spazio a una dimensione più intima, dove l’attrazione e la perdita di controllo diventano protagoniste.

Il bisogno di allontanarsi dal rumore di fondo emerge invece in “Lasciami Stare”, una canzone che invita a riconoscere la propria stanchezza senza sentirsi in dovere di giustificarla. A volte abbiamo semplicemente bisogno di spazio, di silenzio e della possibilità di non dover dimostrare niente a nessuno. È un sentimento in cui è facile riconoscersi, soprattutto quando le giornate sembrano trasformarsi in una continua rincorsa.

Tra i momenti più intensi del progetto c’è “Aria”, che affronta il senso di costrizione e la difficoltà di trovare una via d’uscita quando i pensieri diventano troppo pesanti. La libertà viene raccontata come qualcosa di cui spesso comprendiamo il valore soltanto quando inizia a mancarci. È un’immagine semplice, ma capace di arrivare dritta al punto, perché parla di una sensazione che può assumere forme diverse per ognuno di noi.

A chiudere l’EP è “Uomini Macchina”, l’inedito che raccoglie e rilancia i temi affrontati nelle tracce precedenti. Ispirato al celebre discorso di Charlie Chaplin ne Il grande dittatore, il brano si scaglia contro una società che sembra chiederci continuamente di correre, produrre e andare avanti, spesso dimenticando ciò che ci rende umani. La sua energia diventa una presa di posizione contro l’apatia e la rinuncia, un invito a non lasciarsi trasformare in ingranaggi e a rivendicare il diritto di essere imperfetti.

“RESET” funziona proprio perché non si limita a raccontare il disagio, ma prova a trovare un punto da cui ripartire. Le prime quattro tracce rielaborano il percorso precedente della band, mentre l’ultimo brano apre una nuova prospettiva, dando al progetto una chiusura che guarda avanti.

Quello degli Under One Hundred è un lavoro che alterna momenti più nervosi ad altri introspettivi, mantenendo al centro la necessità di esprimersi senza filtri. Non offre soluzioni facili e non pretende di avere tutte le risposte, ma mette in parole sensazioni che spesso facciamo fatica a condividere.

Ed è forse questo il senso più importante di “RESET”: ricordarci che possiamo sentirci stanchi, smarriti o fuori posto senza essere gli unici. A volte ricominciare non significa cancellare tutto quello che è successo, ma trovare il coraggio di ripartire da ciò che siamo, senza dimenticarci di essere umani.

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