Naesh pubblica un nuovo album e racconta le storie che non fanno notizia

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C’è una geografia che non si misura in chilometri, ma nella distanza tra la vita che si conduce e quella che si immaginava di vivere. È fatta di luoghi da cui si parte senza andarsene davvero, di giornate che si assomigliano, di persone che conoscono le nostre versioni peggiori e continuano a frequentarci. È una geografia familiare a chi è cresciuto lontano dai grandi centri, dove il tempo sembra avere un passo diverso e le possibilità non sempre arrivano nella forma in cui le si aspettava. In “N”, Naesh e RameBiz sembrano volerla attraversare senza cercare scorciatoie narrative, costruendo un disco che ha il sapore delle esperienze sedimentate e delle cose capite tardi.

Il rap è da sempre capace di raccontare mondi marginali, ma negli ultimi anni anche le storie nate ai bordi hanno imparato a confrontarsi con un sistema che premia la visibilità, il personaggio e la capacità di trasformare la propria vita in un racconto immediatamente riconoscibile. “N” sceglie un’altra prospettiva. Non c’è l’urgenza di dimostrare qualcosa a qualcuno, né quella di rendere ogni passaggio biografico una dichiarazione definitiva. Le canzoni si muovono dentro una realtà in cui il quotidiano non è una parentesi tra due momenti importanti: è la sostanza stessa dell’esistenza.

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Scritta da Naesh
Prodotta da RameBiz
Mix, Master e arrangiamenti di Riccardo Moio per RMB Studio
Grafiche di MALEdicola

La lentezza evocata da “Vita Lenta” non coincide necessariamente con la tranquillità. Può essere anche una condizione da cui si vorrebbe uscire, una ripetizione che rassicura e allo stesso tempo imprigiona, il risultato di un contesto in cui cambiare direzione richiede più fatica di quanto si immagini dall’esterno. In questo scenario, la provincia non diventa né un rifugio romantico né un luogo da cui fuggire per definizione. È uno spazio pieno di contraddizioni, dove il senso di appartenenza può convivere con la frustrazione e dove il passato continua a esercitare la propria influenza anche quando si prova a guardare avanti.

La scrittura di Naesh trova forza proprio in questa ambivalenza. Il suo immaginario non ha bisogno di costruire una mitologia della strada, perché sembra interessato soprattutto a ciò che rimane quando la mitologia si esaurisce: i rapporti, le abitudini, le conseguenze delle scelte, il tempo che modifica il significato delle cose. Anche la presenza di RameBiz, legata a una storia artistica condivisa che attraversa molti anni, contribuisce a dare al progetto una dimensione che non si esaurisce nella singola uscita discografica. “N” porta con sé il peso di un percorso, senza trasformarlo in un esercizio celebrativo.

Le produzioni, radicate nell’hip hop ma aperte a suggestioni soul e jazz, accompagnano questo sguardo senza cercare di renderlo più appariscente. Il disco conserva un rapporto diretto con la tradizione rap, ma non sembra interessato a riprodurne soltanto i codici più riconoscibili. È una musica che lascia spazio alle parole e alla loro capacità di evocare ambienti, relazioni e stati d’animo, senza obbligare ogni brano a funzionare come una dichiarazione d’intenti.

In “N” c’è soprattutto il rifiuto di considerare irrilevante tutto ciò che non si presta a essere spettacolarizzato. Una vita può essere piena anche senza diventare un esempio, una storia può avere valore senza culminare in una vittoria. Naesh racconta uno spazio umano in cui non tutti riescono a reinventarsi e non tutti sentono il bisogno di farlo, dove crescere significa anche imparare a riconoscere ciò che è rimasto indietro e ciò che, nonostante tutto, continua ad accompagnarci.

Il disco non cerca necessariamente una conclusione: preferisce lasciare aperto il racconto, come accade nelle vite reali, che raramente rispettano una struttura narrativa ordinata. Ed è forse questa la sua qualità più interessante. Ricordarci che, mentre altrove si corre per diventare qualcuno, esistono persone che stanno ancora cercando di capire che cosa significhi esserlo, senza pubblico e senza telecamere.

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