Vita da Musico: COLONNE

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Anticipato da singoli come Difficile -già protagonista della playlist Sanguegiovane su Spotify- e Londra, Tutto a posto è l’EP d’esordio del progetto Colonne, in uscita giovedì 29 febbraio 2024. Sul suo primo lavoro, l’artista sviluppa una concezione musicale tutta propria che prova a unire e fondere le sensibilità e i testi dell’indie nostrano con l’intensità e le chitarre dell’emo/pop punk di matrice angloamericana. Il risultato è un lavoro di sette tracce in cui Colonne mette a nudo la propria anima e i propri sentimenti in maniera estremamente sensibile e vulnerabile, ma dotato di una forte corazza sonora che potrà piacere a tutti gli amanti della musica suonata.

“Tutto a posto è un EP che raccoglie gli ultimi sei anni della mia vita”, spiega Colonne. “Sette pezzi che si portano dietro anni di divertimento, di sofferenze, di amore, di ferite e di momenti complessi. Non c’è un vero e proprio concept dietro l’EP, se non quello che porta con sé il titolo: “tutto a posto“. Queste tre parole hanno un gran significato per me; è la risposta che nella vita ho sempre dato a chiunque mi chiedesse “come stai?”. Sia che le cose andassero male o bene, perché mi ci sono abituato. E anche in momenti in cui forse una conversazione su come stavo mi avrebbe fatto bene, rispondevo così, tenendo tutto dentro. Ho fatto grandi passi avanti e oggi sto meglio, ma queste tre parole le porterò sempre con me”.

Parto con un’affermazione banale: prima che musicisti siamo tutti ascoltatori. Ecco, come ascoltatore io mi considero molto fortunato, per tutte le influenze e i riferimenti che ho avuto crescendo e conoscendo la musica. A prescindere dal genere, gli artisti che nel tempo ho idolatrato e ammirato mi hanno sempre lasciato un messaggio molto chiaro e inconfutabile: ascoltare e fare musica crea comunità, unisce le persone, dà soddisfazioni.

E questi sono stati i miei obiettivi fin da piccolo. Ero introverso e volevo disperatamente degli amici veri, cercavo inclusione, accettazione, gratificazione. Insomma quando sei un ragazzino di provincia, bassetto e con un problema di acne che chissà quando svanirà (risposta: a 20 anni), cerchi disperatamente di avere quel valore che ti possa distinguere dagli altri e ritagliarti il tuo spazio nel mondo, la tua dimensione.

Nella musica io ho trovato il mio mondo. Quello che mi ha accettato, mi ha parlato dicendomi che ero giusto così com’ero, che dovevo fregarmene di cosa pensavano gli altri, che la vita è difficile ma si affronta nonostante tutto. 

Ci sono artisti che mi hanno fatto ridere, piangere, riflettere. Chissà se sarei stato in grado di conoscere queste emozioni in quello stesso modo anche senza di loro. Chi lo sa se oggi sarei la stessa persona, che ride in questo modo o sa emozionarsi così.

L’unica cosa di cui sono sicuro è che sono arrivato salvo fino a qua. Sono fiero della persona che sono oggi e metto nella mia musica tutto quello che posso per poter lanciare anch’io quel messaggio che per me è stato così fondamentale.

Facciamo musica. Facciamola insieme, cantiamola insieme. In uno stadio o in un localino buio e angusto; contenti, sudati, sporchi, stanchi. tristi, arrabbiati. Se la musica che suona è quella di Colonne, sarò solo più contento.

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