Recensioni: U. N. K. L. E. – ‘The Road Pt. II / Lost Highway’ – Secondo capitolo della trilogia di James Lavelle in uscita oggi

0

Esce oggi il nuovo lavoro del britannico U. N. K. L. E., che ha come anima principale James Lavelle. Si tratta di un progetto musicale poliedrico che spazia fra diversi generi: trip-hop, rock alternativo ed elettronica. The Road Part: II/Lost Highway è un’esperienza musicale ma anche multisensoriale, una sorta di viaggio accompagnato da musica e parole. Ma andiamo con ordine.

 

Si parte per il nostro viaggio con Iter VI: Prologue che costituisce uno dei molteplici itinera, ovvero degli spezzoni parlati che guidano l’ascoltatore lungo l’opera. Parole a tratti ipnotiche, talvolta con un accompagnamento musicale, seppur minimal. Ogni iter dura pochi secondi ed è classificato con una numerazione romana progressiva.

In questo album, che Lavelle stesso definisce mixtape, i cantanti ospiti sono tanti, ma non c’è solo canto puro; c’è anche il parlato. Esattamente come in Requiem, dove l’accompagnamento è minimal; cantato e parlato si intrecciano. Non mancano elementi elettronici. Arriviamo poi a una traccia molto interessante del disco, ovvero il singolo Ar.Mour che sembrerebbe perfetto per la colonna sonora di qualche film dalla trama intrigante. Ad oltre metà canzone appare il cantato, ma quasi solo come contorno; è presente anche una parte quasi rap.

Dopo un altro iter, ecco che giungiamo a una traccia a dir poco commovente del disco, la bellissima The Other Side in cui la voce principale è quella di Tom Smith (frontman degli Editors, ndr). Questo singolo è una vera e propria perla. Un brano intriso di pathos grazie alla voce di Smith che, come il resto dei suoi progetti, ci regala grandi momenti di intensità espressiva. Ma anche il brano successivo è molto interessante: entra in scena Liela Moss, una cantante che ricorre spesso l’interno del disco. Anche qui troviamo grande intensità del cantato, con l’accompagnamento prima solo di un pianoforte, poi di un vero ensemble di strumenti. Nothing to Give inizia con delle percussioni incalzanti che vede presto la presenza del parlato di Elliott Power e il cantato di Miink, altre presenze alquanto ricorrenti nel disco. Presenti anche basso e synth a rendere ancora più energico il tutto. Long Gone inizia invece con il piano ed è un brano caratterizzato dalla malinconia e da un dolce accompagnamento anche di chitarra. Molto emozionante è anche Only You, un brano che diventa più movimentato dopo il secondo minuto. In effetti, se è vero che ci sono diversi intermezzi brevissimi (gli iter vari), sono presenti anche tracce parecchio lunghe in questo disco. Inizia con il piano anche The First Time Ever I Saw Your Face con Keaton Henson, altra canzone un po’ malinconica che però, a differenza della precedente, non “esplode” in momenti di maggiore Energia.

Con Crucifixion/A prophet la dimensione diventa più elettronica; le sonorità ci ricordano un po’ i Depeche Mode. Brano molto dark e molto intrigante, con i suoi coraggiosi 7 minuti. Powder man, poi, ci fa tornare a una dimensione meno dark e più introspettiva, sicuramente rilassante. Anche Kubrick inizialmente sembra essere su questa linea, invece nel corso della traccia c’è un crescendo di suoni; poi torna di nuovo la quiete, e così via in un continuo alternarsi di calma e tensione strumentale. Anche qui si superano i 7 minuti. Con Sun (The)ritorna la voce di Leila Moss che torna a farci sognare, anche se il meglio deve ancora arrivare. Purtroppo i cori sono un po’ di disturbo, ci sarebbe piaciuto sentire solo la sua voce. Find an Outsider in collaborazione con The Big Pink è una canzone più electro-pop, molto orecchiabile, anche grazie ai bassi e al ritornello facilmente memorizzabile. Days and nights rivede di nuovo presentarsi la dimensione introspettiva. Reprise ci porta verso la fine del viaggio, ed è quasi solamente strumentale, presentando più che altro suoni elettronici, pregustando quello che accadrà con l’ultima traccia del disco.

Arriviamo appunto al termine con una chiusura esplosiva, ovvero Touch me, brano interessantissimo e molto coinvolgente; assieme a The Other Side è il nostro preferito. La voce di Liela Moss spicca, accompagnata da una base elettronica molto ballabile. Una chiusura davvero azzeccata che ci fa affermare che nel complesso, questo disco, anche se talvolta di difficile ascolto, è un lavoro che merita davvero di essere ascoltato, proprio perché con sonorità ricercate e un po’ sui generis.

TRACKLIST

1- Iter VI: Prologue
2- Requiem (When You Talk Love)
3- Ar.Mour (Album Version) (featuring Elliott Power and Miink)
4- Iter VII: Lost
5- The Other Side (featuring Tom Smith)
6- Feel More / With Less
7- Nothing to Give
8- Iter VIII: However Vast the Darkness
9- Long Gone
10- Only You (featuring Wil Malone)
11- The First Time Ever I Saw Your Face (featuring Keaton Henson)
12- Iter IX: Epilogue / Tales of the City
13- Crucifixion / A Prophet
14- Powder Man
15- Kubrick (featuring Mick Jones)
16- Sun (The)
17- Find an Outsider

18- Iter X: Found
19- Days And Nights
20- Reprise
21- Iter XI: In Your Arms
22- Touch Me (featuring Liela Moss)

Share.

Comments are closed.