Mona & Fratellis live @ Santeria Social Club, Milano

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Prima di partire con il live report del concerto dei Mona e dei Fratellis, dello scorso 1 ottobre al Santeria Social Club di Milano, ho avuto modo di scambiare due chiacchiere proprio con Nick Brown, frontman della band di Nashville.

L’intervista con Nick avviene all’interno di un bar-tabacchi, mentre Milano, con tutto il suo grigiore, ci ricorda che l’autunno è giunto e che il capoluogo lombardo mette a entrambi una certa tristezza: piove, siamo dentro a un posto poco incasinato ma piuttosto osceno e la stanchezza ci pervade.
Nonostante tutto, Nick si mostra un ragazzo estremamente cordiale e in 10 minuti parliamo della sua musica, dei suoi progetti (quello del continuare a fare musica), del vivere il presente e delle tematiche trattate nell’ultima uscita discografica “Soldier On”.

Qui di seguito trovate l’intervista completa col frontman dei Mona, chiacchierata finale sugli Zombies inclusa.

Passiamo al live report delle band che hanno conquistato il palco del locale milanese.

MONA
Trenta minuti per capire e conoscere una band sono davvero troppo pochi: Nick Brown e soci meritano davvero un ruolo da headliner e non solo quello -“semplice”- da spalla a un’altra band.
I Mona, tuttavia, riescono a conquistare il Santeria, ancora non del tutto pienissimo, suonando dalle 20 alle 20:30: molti ragazzi, dato che il pubblico questa sera è parecchio giovane, rimangono affascinati dagli artisti sul palco.
La band di Nashville propone un genere tra indie-rock e il pop parecchio intenso; la voce del frontman presenta differenti variazioni in base alla canzone da suonare; l’energia, che la band trasmette al proprio pubblico, fa sì che quei trenta minuti passino velocemente, senza interruzioni, e con un buon rapporto tra chi segue-chi suona.
Nonostante sia solo una mezzora, questo live lascia davvero senza parole: i Mona, difatti, sono una band che sa cambiare l’intero arrangiamento (tonalità della voce, melodie, sonorità e atmosfera) in base all’indole della traccia che viene presentata.

FRATELLIS
Non credevo che i Fratellis fossero così amati dal pubblico italiano.
Nonostante i suddetti inizino 15 minuti dopo l’orario previsto (le 22:15, invece delle 22), il Santeria è davvero pieno di gente, probabilmente sold-out.
I Fratellis eseguono un genere che non mi appartiene, ma parecchio variopinto e dedicato a un pubblico più ampio:  alcune canzoni presentano una melodia più pop e melensa con origini vicine al cantautorato (“Sugartown”, “Starcrossed losers”, “Whistle for the Choir”); altre, probabilmente quelle più ballate in un certo periodo e in altro locale (“Henrietta”e “Chelsea Dagger”), sono quelle più esplosive ed esuberanti; altre ancora, infine, sono legate alle radici non propriamente britanniche, ma più della parte sud degli States, che riprendono un po’ di country, folk e rockabilly.
Durante il concerto dei Fratellis, infatti, ce n’è per tutti i gusti: la band viaggia attraverso diverse sonorità, trasportando con sé il proprio pubblico che li accompagna volentieri durante il live tra sing-along, saltelli e ondeggiamenti vari.
La voce di Jon, il frontman, resta abbastanza piatta per tutto il concerto -sicuramente a causa dell’acustica generale-, ma viene riempita proprio dal calore dei suoi estimatori e ha una maggiore consistenza nei brani legati alle canzoni di matrice cantautorale (molto bella e intensa, tra l’altro).

QUI trovate le foto del concerto.

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