I Negrita portano pace, amore, gioia infinita (e Samuel) allo Stupinigi Sonic Park

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“Dicono che quelli di Torino siano freddi e invece state facendo quasi il culo a Napoli…”

Ma quale attestato di stima migliore poteva darci Pau alla terza data del tour estivo 2018 dei Negrita? Certo, quando il pubblico con l’ovazione ha cercato di strafare, il leader della band di Arezzo ci ha riportati alla realtà: “raga, ho detto QUASI…”
Ma anche un secondo posto in questo campionato rock è più che onorevole, no?

Siamo nel clou dello Stupinigi Sonic Park, il nuovo Festival organizzato per la prima volta (in 300 anni!) nel parco della meravigliosa palazzina di caccia sabauda, a pochi chilometri da Torino. Immaginatevi la Reggia di Venaria, ma meno mainstream… Dopo i concerti di Jeff Beck, Steven Wilson e LP, è arrivato il turno dei Negrita, in tour per il nuovo album “Desert Yacht Club”.

Avrebbe potuto essere un disastro: la minaccia di una pioggia amazzonica si profilava da giorni sui siti del meteo. Invece a scrosciare sono stati solo gli applausi del pubblico.

Pau, Drigo, Mac e soci hanno cominciato scaldando tutti coi pezzi nuovi: “Siamo Ancora Qui”, “Adios Paranoia”, “No Problem”. Ma lo show entra davvero nel vivo quando torniamo tutti quanti nella giungla di “Radio Conga”. Poi si salta forte coi pezzi più contestatori: “Fuori Controllo” e “Il Libro In Una Mano, La Bomba Nell’Altra”. Tenera e malinconica la staffetta tra la nuova “Non Torneranno Più” e il classico “Ho Imparato A Sognare”. E poi le irrinunciabili “In Ogni Atomo”, “A Modo Mio”, “Mama Maè” è “Gioia Infinita”.

Nello show non mancano gli extra: intanto Drigo ci tiene a far sentire al pubblico che lui il rock “non lo fa col tè e pasticcini”: tra i vari i vari assoli di chitarra accenna anche il riff di “we will rock you” dei Queen. “Sembrava di essere al Delle Alpi” scherza Pau col passato della città. “O a Imola” gli risponde il chitarrista, continuando sulla intro di “Highway to Hell” degli ACDC.

Dietro di loro, a sorpresa, fa capolino Samuel dei Subsonica, venuto a salutare gli amici. Nel pubblico speriamo fortissimo in un duetto, ma ci toccherà ritentare col prossimo concerto ed essere più fortunati: solo una dedica in amicizia su “Trance Alcolica”. Peccato, sarebbe stato memorabile.

Non ci possiamo comunque lamentare: le tracce inedite, scritte dai ragazzi nel deserto di Joshua Tree in California, hanno già degli instant classic che si faranno amare parecchio dai fan. Bisogna poi aggiungere che Kiol, l’artista di supporto che sta accompagnando la band nel tour, ha dimostrato un sound molto interessante e non stupisce che abbia lavorato con i musicisti di Paolo Nutini e con Dani Castelar, il suo produttore. Giovane, giovane, ma già capace: abbastanza da aggiungere una sua pennellata in questo affresco di Gioia Infinita che è stata la serata di Stupinigi.
Alla chiusura del Sonic Park mancano ancora due date: il 9 luglio con Caparezza e l’ 11 luglio con i Deep Purple. Sarà davvero il caso di non perderle.

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