Muse + Nothing but Thieves live at Rock in Roma 18.07.2015

0

La musica, quella suonata, ci insegna che su un palco ci puoi salire come un grande eroe o come un piccolo “ladro”, come una parte completamente fuori posto di uno spettacolo. Se poi imbracci gli strumenti di fronte a decine di migliaia di persone che urlano il nome di un’altra, fortissima, band diventa improbabile uscirne con gli allori. Ma questo non è il caso dei “Nothing but thieves”: cinque ragazzi ben rasati che non si mettono a fare i finti divi o ad imitare la band a cui fanno da spalla, ma salutano, ringraziano e suonano. E quando suonano lo fanno per davvero. Un pezzo dopo l’altro, musica asciutta per presentarsi senza convenevoli, niente giochi da villaggio vacanze. Un pezzo dopo l’altro senza troppe variazioni, ma il più possibile fedeli all’originale. E funziona: la gente non reagisce come solitamente reagisce con i gruppi spalla, con indifferenza prima e insofferenza poi. La gente ascolta prima e si lascia trasportare poi. Ed è a questo punto che il trasporto delle persone coinvolge quei cinque ragazzi ben sbarbati sul palco i quali ringraziando ancora si lasciano scappare tutto il loro entusiasmo per uno spettacolo del genere, proprio mentre, davanti a loro,  quasi tutti i presenti illuminano la scena con accendini e telefoni.

rsz_dscn1109 rsz_dscn1102

Musica asciutta, ben suonata, e coinvolgente.

Dopo due anni dallo sfarzoso e barocco concerto dello stadio Olimpico, i Muse sono tornati – questa volta all’Ippodromo delle Capannelle per il Rock in Roma ( location, certo, un po’ discutibile) – e non sono mancate le emozioni. Tolto lo spettacolo che caratterizzava lo “show” della volta precedente a Roma, è rimasta buona sostanza, passando per Psycho, pezzo che ha introdotto il concerto con scenografie abbastanza cupe e in bianco e nero – cosa che ha caratterizzato l’intera ora e mezza eccezion fatta per pochi pezzi.

 dscn1150dscn1148
Scivolando per Supermassive Black Hole e Plug in Baby, in cui Matt ha suonato con la chitarra dietro la schiena, hanno movimentato l’intero pubblico passando per Dead Inside (altro pezzo popolarissimo del nuovo album) e Hysteria dal vendutissimo album Absolution.
L’atmosfera si è fatta sempre più riflessiva grazie ai noti e meravigliosi testi di Citizen Erased, Apocalypse Please e Supremacy: parole profonde per un pubblico che però forse si aspettava pezzi più “commerciali”e ha dato la colpa al volume basso per l’insoddisfazione del concerto (certo, da un ippodromo c’era da aspettarselo) .
 dscn1166
In ogni caso parole che ti entrano nell’anima e non escono più.
Esaltazione su Time is running out e su Reapers, altro singolo estratto da Drones, il loro settimo album, dalle note dure e che hanno rispecchiato ancora una volta la volontà di non voler certo fare una performance “leggera”.

 

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

Un tocco di colore e di speranza su Mercy ha regalato uno spettacolo di emozione pura proprio verso la fine concludendo il concerto sull’ormai uno dei pezzi cult dei loro concerti, Knights of Cydonia.
dscn1271
Probabilmente un concerto durato poco e non alle aspettative dei fans, ma che comunque ha soddisfatto i fans che da sempre aspettano la band di Teignmouth nella propria città.
Alla prossima…e speriamo che sia a breve!
Share.

About Author

Comments are closed.