Dauwpop 2015 live report

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Il mio concetto di remota parte ove tenere un festival cambia di volta in volta. In pratica si era in un posto come Rolo ma senza gli afrori di Rolo e con le navette che ti portavano da una stazione che è come quella di Brescello a questo campo in mezzo al bosco attrezzato in modo figo come un villaggio vacanze di fricchettoni. Cosi’ fricchettoni che i cellulari neanche prendono e la wifi zone non è comodissimamente strategica. Peace and love, quindi.

Molto olandese nell’allestimento e molto nordico nella sfiga delle cancellazioni: se già Magnus si sapeva che non sarebbero stati della partita, la stessa mattina sul facebook dei Kensington si scopre che il cantante sta male. Quindi un po’ di camouflage alla lineup: Typhoon spostato qua e là, senza grandi annunci ma capibile.

Al di fuori della lineup olandese ci sono anche i Circa Waves: passati in Italia al Covo, e presentati sul palco del Vera a Eurosonic 2014 sono un po’ la band, che suona un po’ come tutte le altre band britpop ma lo fa molto bene. Il set è godibile, pieno di energia e conferma che la band ha un buon avvenire avanti a se.

Per quanto riguarda la mia personale delusione è il set dei dEUS che parte benissimo ma poi si arresta come se un velocista va ad approcciare les deux Alpes. Molto, molto bravo Dotan, che migliora coi mesi e riesce a fondere classe a un nuovo stile musicale che potremmo definire davvero europeo. I “tappabuchi” Douwe Bob sono invece una splendida sorpresa: se vi piace quella musica con le chitarre che non è cosi’ folk ma neppure cosi’ pop come gli ultimi Mumfords potrebbero piacervi molto.

Sorprese positive con i Foxygen (indescrivibili, tra cabaret e musica) e gli Afterpaartes, e gran musica che spacca quella di John Coffey: probabilmente i newcomers più esportabili presenti al festival.

Cosa che invece suona poco nordica è lo spazio vitale nell’audience avanti ai palchi: tipo che si è finito con Anouk, che era la headliner. Anouk è sempre bella, anche se ora come ora ha lo stesso preparatore atletico di mia mamma (scusa mamma. Non è colpa tua, è la menopausa) anche se il set non decolla ed è un po’ troppo per fan, che almeno non notano quanto mestiere ci mette vocalmente già dalla terza canzone. Il problema, quello dello spazio vitale, è che il suo fan medio che è cresciuto con lei ti sta appiccicato addosso ma inizia a muovere il culo con movimenti che rasano al suolo la tua libido visto che tali movimenti te li subisci un po’ tutti. Non so, non riesco a togliermi l’immagine dalla testa e la sensazione dalle gambe.

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