KUF: da oggi il video di TENCO E PASOLINI, “manifesto di tutto ciò che siamo e non vogliamo essere” che anticipa il nuovo disco in uscita in autunno

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Cercando alla lettera K del dizionario dei gruppi che hanno fatto la storia della musica, poco dopo gruppetti meno noti come Kiss o Korn, ci si imbatte inevitabilmente alla voce Kuf.
Si presentano così, fra ironia e provocazione, i Kuf, band ravennate che in autunno pubblicherà il nuovo disco, a due anni dal debutto con “Via Trieste”.

Per anticipare questa uscita i Kuf hanno pensato di proporre in anteprima il brano “Tenco e Pasolini”, accompagnandolo ad un videoclip girato da Simone Masini per Lumos Produzioni. Un ritratto generazionale che si preoccupa di essere sincero più che impietoso, sull’onda di un sound elettrico che accresce quel sentimento di verità e catarsi tipico delle canzoni dei Kuf, tentativi di opporsi al Nulla ed evitare il silenzio che ci circonda: “Noi siamo i mendicanti con le mani degli altri / noi vestiti di rosso perché il sangue non si veda / […] noi siamo gli assassini di Tenco e Pasolini / noi siamo come gli altri siamo unici e divini”.

Tenco e Pasolini” spiega la band, “è il manifesto di tutto ciò che siamo e non vogliamo essere: chi non ascolta mai gli altri, chi getta il mozzicone dal finestrino, chi pensa sempre che ‘se non mi riguarda allora non mi interessa’. Prova a chiedere alle persone che incontri in giro ‘tu chi sei?’ ed esce fuori di tutto. C’è chi è troppo severo con se stesso e ti risponde ‘il nulla’, chi si prende poco sul serio e magari ti risponde ‘Pippo Franco’ e chi la domanda non la capisce nemmeno. Ognuno con la sua unica risposta: tutto quello di cui abbiamo bisogno per riuscire a distinguerci.
La risposta che nessuno ti darà è quella con dentro ciò che si vuole dimenticare di essere.

I Kuf, “il gruppo più hardcore del pianeta”, sono formati da Ciro Pepe (basso), Giacomo Rossi (batteria), Andrea Gambi (chitarra), Domenico Di Iorio (chitarra) e Luca Rani (voce). I cinque scrivono canzoni all’insegna di un rock molto impattante, dove le parole contano al pari delle palpitazioni di basso e batteria e della forza abrasiva delle due chitarre. Sedici corde, due bacchette e una gola (che canta in italiano) al servizio di brani che portano a chi ascolta intensità di cuore e tensione di nervi, sulla scia di band come Fast Animals and Slow Kids, Ministri e Gazebo Penguins.

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