Tre date estive per Kamasi Washington

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KAMASI WASHINGTON

Tre imperdibili date italiane
per il nuovo prodigio del Jazz

17.07.17 – ROMA – Villa Ada
18.07.17 – BARI – Bari in Jazz – Teatro Petruzzelli
19.07.17 – BOLOGNA – BOtanique Festival

Ascolta “Change of the Guard”: https://youtu.be/NtQRBzSN9Vw

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Bari – www.bookingshow.com
Bologna – www.mailticket.it – www.ticketone.it

Radar Concerti annuncia tre date estive di Kamasi Washington. Dopo lo straordinario successo dell’ultimo album The Epic e l’atteso nuovo lavoro che uscirà il prossimo autunno, torna in Italia il prodigio della nuova generazione jazz americana, pupillo di Flying Lotus e punta di diamante della sua etichetta Brainfeeder. Questi i tre imperdibili concerti: 17 luglio a Villa Ada di Roma, il giorno successivo al Teatro Petruzzelli di Bari, chiudendo il 19 luglio a Bologna al BOtanique Festival.

Kamasi Washington, sassofonista trentacinquenne di Los Angeles, ha dato nuova linfa al mondo del jazz con The Epic, il suo debutto per Brainfeeder del 2015, un triplo disco di quasi tre ore di musica acclamato dalla critica e premiato dalla rivista americana DownBeat come Miglior album, Miglior artista jazz emergente e Miglior sassofonista emergente.

Da tempo un album jazz non raccoglieva un consenso così ampio e trasversale, Washington è stato in grado di mescolare la spiritualità di John Coltrane alla psichedelia di Sun Ra, creando un disco che non dimentica le radici, ma è fortemente ancorato alla contemporaneità, tra ispirazioni provenienti dal mondo della musica hip hop e arrangiamenti orchestrali. Lo si capisce subito guardando la lista delle sue collaborazioni, tra le quali spiccano: Kendrick Lamar, Raphael Saadiq, Snoop Dogg e Lauryn Hill. Il 17 marzo, alla Whitney Biennnal di New York, si potrà ascoltare una suite di sei nuovi brani, chiamata “Harmony of Difference”, accompagnata dal video del regista A. G. Rojas. Su Harmony Washington ha dichiarato sul New York Times “I didn’t want it to sound chaotic. I wanted to show how you can pull these different musical pieces together in a way that felt harmonious.”

He just plays the craziest shit, man. I mean, everything — the past, present, the future. It’s hard to find unique voices in this music. Especially in jazz, more so lately, everybody is trying to do the same shit. I don’t want to hear ‘My Favorite Things’ anymore… What I am hearing is a leader among artists.” FLYING LOTUS

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