ESNS17: il sorpasso di Spotify e gli italiani all’arrembaggio

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Abbiamo fatto il nostro quarto anno ad Eurosonic (e a parte uno scontro non felice con la security a Noorderslag) tutto è stato molto figo. Un festival showcase come questo è forse la miglior cosa per iniziare un anno per una webzine che come noi si concentra sui festival e su i live ma… questanno mancavano i nomi pesanti che poi i booker vi avrebbero imposto ai festival. Anna Marie, che sarà un po’ ovunque, ha paccato all’ultimo. Ci sono molti buoni nomi e buone band ma senza dischi che escano a breve… quindi edizione un po’ così, ovattata, con solo un paio di nomi che usciranno fuori.

Forse è l’anno in cui noi italiani abbiamo fatto ottima figura: tanto pieno ma poca confusione. Dalle mie parti quando è così significa che il lavoro è buono. Quando abbiamo uno come Dardust che riesce a fare uno show da gigante e quando tutti gli showcase di Giungla erano al livello “spazio vitale in ascensore” capisci che sì, c’è del lavoro dietro e lo stanno facendo bene: tutti tranne chi ha fatto lo schedule che ha messo tutti gli italiani per ben due giorni in orari contemporanei. Eppure, vi giuriamo, che noi non gli abbiamo fatto sgarbo alcuno.

I numeri sono sempre buoni, vedili in fondo: ma davvero non ci stiamo accorgendo che la fruizione della musica sta cambiando? Probabilmente noi essendo un media che si è distaccato da qualsiasi formula e le usa un po’ tutte come fanno comodo (serve un live su snapchat? ok! foto veloce su instagram: è normale. Facebook live per far vedere a tutti il lancio del sito di Europavox? e che ci vuole c’era la wifi: ma certo occupava la mano per bere) a noi non intacca ma… probabilmente questo è l’anno in cui nelle interviste con gli artisti (e questo anno Global Publicity -grazie ragazze- a Francesca ne ha procurate tante era la volta in cui si sentiva più di dischi o ep proprio di tracce uscite su internet o solo cose di concerti e spotify. E quindi? Io ve lo dico con i miei sessanta: c’è un mondo velocissimo che chi ha ventanni meno di me si perde. Vedi chi dal portogallo diventa famoso con Spotify poi vedi ragazzine esilissime del nord europa che hanno solo paura al sentir parlare social. Sì, Eurosonic è come il mondo esterno: ma per chi ci lavora? Per chi ci lavora, dice la compare dai capelli biondi, è stata forse l’edizione più noiosa e ombelicale al di là di far sapere agli altri che c’è questo progetto di Europavox dove anche noi partecipiamo. Di altro Pro? Bisognerebbe far capire che servono più soldi per chi paga gli artisti perché serve davvero una industria professionistica che segua dietro: non che se ne occupi il nipote di.

Il mio festival si è aperto con gli EBBA: molto più dispersivi questa stagione, ma pur sempre un bello spettacolo. Ed è finito con la potenza degli austriaci Farewell dear Ghost. Ho apprezzato molto il pop anni 60 delle Ekka, è stato mirabolante ascoltare JP Cooper in chiesa… come del resto mi sono sentita contenta dell’aver assistito a performance di Jett Rebel un po’ ovunque: dal Popprijs a quella in chiesa. E’ un ragazzo geniale che ricorda quel pop facile che avevamo nei nell’epoca dei Morandi e dei Baglioni unito a un glam che non considera alcun gender.

Molto interessante anche la performance di Barbagallo al gran teatro: per me che non amo molto i francesi vuol dire molto. Birthh è una vera gioia, LA Salami una conferma da quando lo abbiamo visto al Barezzi e molto bravi i Black Oak. Dagamba sono i 2cellos della Lettonia. Dan Owen davvero una potenza.

Rubano molto il palco sia i Kensington che Thomas Azier, con molto però più spazio vitale di code impensabili e che ci hanno fatto desistere davanti al Vera e soprattutto alla Huize Maas: diciamo quindi che i nuovi artisti verranno tutti da lì visto che dentro c’era solo chi aveva il braccialetto da organizzatori di concerti o irriducibili: noi dopo 15 minuti abbiamo deciso di andare altrove. E di rivederli sicuramente al caldo.

Eurosonic Noorderslag 2017 in numbers:

  • Total number of visitors: 40,300 (sold out)
  • Conference visitors: 4,200 (sold out)
  • Nationalities: 42
  • Acts: 382, with a total number of 442 performances
  • Media & journalists: 465
  • EBU radio stations: 37
  • ETEP festivals: 100
  • International festivals: 424
  • Number of venues Eurosonic: 48
  • Number of venues Noorderslag: 10
  • Live broadcasts from ESNS: 27 confirmed from 13 stations
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