Carte, poker e Rock’n’ Roll

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Dal suono della chitarra straziante di House of the Rising Sun al più allegro e coinvolgente ritmo di Poker Face, il gioco d’azzardo è stato fonte d’ispirazione per molti famosi musicisti. Ciascun testo, sia esso basato su una polemica al gioco d’azzardo piuttosto che sulla descrizione più glamour e raffinata di casino e tavoli verdi, offre un affascinante spaccato sul ruolo che il gioco d’azzardo ha avuto nella società nel corso dell’ultimo secolo. A seguire un approfondimento a cura di Erika di PokerListings sui testi di sei artisti famosi che hanno trattato l’argomento.

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Bob Dylan – Lily, Rosemary and the Jack of Hearts

È difficile trovare il punto esatto da dove cominciare con un artista come Bob Dylan la cui carriera ha attraversato più di cinque decenni e influenzato innumerevoli musicisti. Più di 500 canzoni composte che trattano di argomenti sociali molto toccanti, da omicidi e ingiustizie di droga e amori finiti male.

Anche il gioco d’azzardo è un tema molto comune nei testi di Bob Dylan, con particolare attenzione per l’elemento tragico che racconta di anime disperate che hanno scommesso tutti i loro averi.

Black Diamond Bay è un ottimo esempio di come Dylan canta enfatizzando l’aspetto piu’ tragico e materialista del gioco d’azzardo. Racconta di un ambiente che mette in evidenza la banalità del gioco e la continua ricerca di arricchirsi a tutti i costi tramite esso. Mentre un vulcano erutta su un’isola, un uomo rimane seduto nel casinò del resort di lusso Black Diamond Bay. Tutti fuggono per salvarsi la vita ma lui chiede al dealer di giocare ancora. Il dealer, che ovviamente vuole salvarsi la pelle, gli dice «E’ possibile prendere i vostri soldi, ma io non so come li spenderà nella tomba». La futilità di argomenti come la ricchezza e la gioventù è evidenziata quando Dylan canta dell’orrenda morte degli abitanti di Diamond Bay, inghiottiti dalla lava in pochi momenti.

La ballata Gambling, Rambling Willie racconta della storia di Willie che dopo aver vinto la prima volta, una fortunata mano di poker arriva, grazie al suo continuo successo, a «possedere tutta la città’» donando molti dei suoi averi ai più bisognosi. Le cose prendono una piega tragica quando un suo avversario, sconvolto per aver perso tutto, gli spara a morte. Dylan finisce la canzone facendo intendere che il buon Willie prosegue il gioco d’azzardo anche nell’aldilà.

Ma forse la canzone più amata di Dylan che parla del gioco è Lily, Rosemary and The Jack of Hearts. La storia racconta di Jack di Cuori, un rapinatore infame, e Big Jim, l’uomo più ricco della città. Sebbene Big Jim sia sposato con una donna di nome Rosemary, è interessato a una ballerina chiamata Lily. Tutti e quattro si ritrovano durante uno spettacolo di cabaret ma tutti con motivazioni diverse. Jack di Cuori ha intenzione di rubare il guadagno della serata, Lily è una ballerina nello spettacolo, Big Jim vuole vedere Lily e Rosemary pianifica di uccidere il marito.

L’interpretazione più diffusa del testo vuole che Lily e Rosemary fossero rivali per l’amore di Jack, ma numerose altre interpretazioni, complice l’ambiguità della canzone, vedono farsi avanti la teoria che Jack di Cuori è Lily travestita da uomo. Altre che Lily e Rosemary fossero amanti e avrebbero deciso di giocare una partita a poker per determinare chi avrebbe ucciso Big Jim. Molti sono i riferimenti alle carte e spesso i protagonisti sono associati a una figura del mazzo in particolare, infatti oltre al Jack di cuori, Dylan canta anche di una «regina» senza corona e di un «re di quadri» ( diamonds in inglese).

Ma cosa ha ispirato Bob Dylan? Molte fotografie lo ritraggono spesso mentre gioca una partita a carte con i membri della band e ciò ci fa capire che lui stesso era un appassionato giocatore. Quindi si tratta di un argomento, così come quello del razzismo, dei barboni, della droga e della morte, con cui Dylan avuto incontri personali e indiretti durante la sua vita. Non è un caso se proprio per questo i suoi testi catturano ancora oggi l’attenzione.

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The Animals – House of the Rising Sun

Si tratta forse della ballata del giocatore più classica e più datata, sembra che la sua prima versione sia stata cantata nel 1934 da Clarence Ashley, anche se la vera origine della canzone rimane sconosciuta. Le sue origini misteriose sono anche state oggetto di molte speculazioni e dibattiti, ed è stato persino scritto un libro su di esso con il chiaro intento di poterne tracciare una storia.

Il tema del testo è molto drammatico e ruota intorno ad un «uomo rovinato», che implora perdono mentre trascorre la sua «vita nel peccato e nella miseria» presso una casa chiusa dove spesso si gioca anche d’azzardo. Il narratore ci chiede di dire ai nostri figli «non fare quello che lui ha fatto».

I The Animals hanno inciso la loro versione della ballata nel 1964 dandole un tono piacevole ma allo stesso tempo snervante, basato sul modello di accordo circolare in a-minore. Grazie alla loro versione la canzone è diventata molto popolare e ha reso celebre la band negli Stati Uniti ispirando altri artisti a riprendere vecchie melodie popolari riaccendendole con una chitarra elettrica.

Da allora, innumerevoli artisti hanno registrato la canzone in una vasta gamma di stili, tra cui Joan Baez, Nina Simone, Dolly Parton, Dusty Springfield, Thin Lizzy, Bon Jovi, The Eagles, Tracy Chapman, Pink Floyd, Muse e The White Stripes.

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The Clash – The Card Cheat

Uno dei meno noti brani della punk band britannica, ancora una volta il testo tratta la solitudine, la violenza e la morte.

Un giocatore solitario è il protagonista di The Card Cheat e la sua vita autodistruttiva e spericolata è stata la sua rovina. In una particolare sala di un bar, il giocatore d’azzardo disperato esce fuori una carta dalla manica, che gli avrebbe dato una mano vincente, ma viene identificato come un baro e viene ucciso. Molti hanno messo a confronto la lingua usata nel testo con i temi di Ingmar Bergman in The Seventh Seal, in cui un cavaliere gioca a scacchi contro la morte.

La band ha registrato la canzone due volte e ha giocato sul fatto di registrare una sopra l’altra le due versioni per dare un effetto eco irriproducibile dal vivo. Il brano fa parte dell’intramontabile album London Calling, ed è considerato da molti come una delle migliori performance vocali di Mike Jones.

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Leonard Cohen – The Stranger

Nonostante Cohen parla spesso sui suoi testi di ogni problematica sociale americana il gioco d’azzardo è il meno presente. The stranger è una delle poche canzoni incentrate su quest’ argomento che come sempre assume connotati tristi e drammatici. Una donna, che non può fare a meno di innamorarsi di uomini che approfittano di lei, s’invaghisce per l’ennesima volta di un giocatore di poker che puntualmente la pianta in asso come tutti gli altri.La canzone è cantata con ritmo molto morbido e lento e ogni verso è intriso di malinconia, in modo da poter evocare facilmente sentimenti di perdita e disperazione in chi ascolta. Il poker è probabilmente usato come metafora dell’infedeltà.

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The Killers – Joy Ride

Passando a tempi più moderni, ci avventuriamo nel mondo di un’icona pop: Brandon Flowers. E’ noto a tutti che il gruppo The Killers è nato proprio a Las Vegas città del gioco per eccellenza che ovviamente è apparsa spesso nelle loro canzoni. La sua presenza si trova anche sull’ album di debutto da solista di Flowers, Flamingo con il brano di apertura Welcome to Fabulous Las Vegas.

Ma è nel testo del brano Joy Ride dei The Killers che lo spirito di Las Vegas è incapsulato nella melodia. Si tratta della prima canzone in tema di gioco d’azzardo che si trova in questo album, che descrive di sentimenti malinconici associati al mondo del gioco senza mai accostarli ai personaggi della canzone ma li colloca sulle cose e sugli oggetti che sono intorno alla strada che fanno da sfondo alla canzone.

lady gaga

Lady Gaga – Poker Face

Non si tratta proprio di rock, ma la prima canzone che viene subito in mente quando si parla di poker è senza dubbio Poker Face di Lady Gaga. Con questo brano la cantante di origini italiane ha avviato il suo grande successo.

Nel video si trovano immagini avveniristiche ed eleganti che s’intrecciano con il mondo del poker in una partita giocata tra milionari promiscui. Il pezzo è pieno di eufemismi basati sul mondo del gioco e Lady Gaga ha scritto la canzone per raccontare l’esperienza particolare di un appuntamento con un uomo. Infatti nel brano racconta che mentre parla con lui desidera essere invece con una donna. Per questo motivo si ritrova a indossare «una poker face» che le permette di bluffare meglio sui suoi sentimenti. Poker Face è diventato uno dei singoli più ascoltati di tutti i tempi, con oltre 14 milioni di copie vendute nel mondo. Altrettanto successo, il video musicale che detiene circa 237 milioni di visualizzazioni su Youtube.

Attraverso quest’approfondimento si nota subito che temi come poker, Las Vegas, blackjack e jackpot sono utilizzati come metafore nel tentativo di esprimere una particolare condizione umana.Persino canzoni dal ritmo allegro e coinvolgente come Poker Face nascondono la storia di un disagio sociale.

Molti altri artisti come i Grateful Dead, Motorhead, Kenny Rogers, Sting, Fleetwood Mac e gli OAR hanno cantato di poker ma la lista sarebbe stata troppo lunga.

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