Le guess who? 2015 live report

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Vogliamo del bene a Le Guess Who? festival perché non appena Lost in Groove è stato aperto l’anno passato è stato il nostro primo festival (vedi qui la review), e come potete vedere è stato il primo di una lunga stagione. E’ stato quindi come fare un giro completo attorno al sole, e vedere cosa c’è stato di bello di questo anno nella musica live.

Parlando del festival: quattro giorni densi da Giovedi a Domenica (19-22 Novembre di quest’anno) con più di 15 sedi attraverso la città di Utrecht, con, ma tutti gli anni e non solo questa edizione, artisti molto ricercati e particolari che si inseriscono bene in una lineup con un senso artistico e soprattutto programmi interessanti (vedi la nostra intervista a Jacco Gardner o ai curatori di Levitation) con gli headliner di quest’anno che includono tra gli altri Faust, Kamasi Washington,The Pop Group, Os Mutantes, Deerhunter, e altri 200 artisti.

Inoltre, non possiamo non considerare le attività collaterali come la gigantesca fiera del disco e le Mini Who? che ha dato spazio a piccoli artisti. Anche bella la venue del The Village dove sono state fatte interviste e alcuni live… e il caffè era davvero strepitoso 🙂

Performance could be really loud
Avevo scordato gli earplugs per i Sunn O))), e al festival mi sono stati dati gratis. Può sembrare bizzarro, ma non tutti i festival hanno queste accortezze. Le Guess Who è un festival medio, ma ancora con molta attenzione a chi lo frequenta.

Se per motivi personali purtroppo il mio giovedì è stata solo la performance dei Faust e degli Ought, il festival sin dal venerdì ha dato spago da torcere nello scegliere quale artista vedere. Basti dire che già nella prima serata il programma gratuito al Moira presentava gli eroi locali Black Oak e la next best thing Hooton Tennis Club, accessibili a tutti e non solo agli attendenti al festival. Per poi presentare il cowboy dal cuore d’oro Josh T. Pearson in una performance altamente emozionale nella Janskerk. Che dire poi nel passare (al non vicinissimo a tutte le altre venue, ma ne valeva la pena) al De Helling per un concerto di Chelsea Wolf che rimarrà sicuramente sia nella memoria di chi c’era che negli annali del festival. Dopo essersi persi nei dedali delle strade di Utrecht, poco dopo le due al Tivoli c’erano gli A Place to Bury Strangers: sala pienissima e luci che si accendevano e spegnevano quasi a rafforzare il loro suono crudo.

Il sabato mi ha regalato invece le performance più emozionali che potessi vivere: se alle 2:30 inoltrate è stato difficile personalmente (sto invecchiando…) tenere gli occhi aperti per i Lightning Bolt, anche se ne è valsa la pena, il pomeriggio dopo tutta la parte del Mini Who si è aperto con la performance di classe che parlava alle corde dell’animo di Destroyer. Per poi per me snodarsi sempre su e giù per le scale del Tivoli: i Magma con una performance che non mi ha purtroppo convinto del tutto, gli Shabazz Palaces che invece mi hanno dato la scarica di energia che mi mancava proprio dalla performance precedente e da tutte le scale per raggiungere il Cloud Nine (è per caso la sala concerti più alta d’europa?), per passare per metà performance dei Sunn o))) coperti da abbondante nebbia ma che si facevano sentire benissimo, per poi arrivare al culmine: una performance di un Kamasi Washington che non mi aveva così preso su disco ma che dal vivo è eccezionale anche per chi come me non è entusiasta del suo genere. Poi bel set dei Total control e più di un rimpianto per 2-3 band perse nelle altre venue…

Domenica si inizia già presto dalle 15 in Pandora con il programma curato da Jacco Gardner: un lungo inizio che fa da Nick Garrie (grande esibizione con un’ottima presenza scenica), passando per Micheael Rault fino ad arrivare proprio alla performance di Jacco, il cui inizio è stato lievemente tentennante a causa di problemi tecnici per poi essere in crescendo. Nel frattempo nella serata anche il programma in Ronda è stato ben animato: tra il nonsense di Ariel Pink e il carisma dei Pop Group non si poteva di certo rimanere a bocca asciutta di grande musica.

Gli ultimi visti poi sono Atlas Sound + Deerhunter. Ahimè visti a metà: loro hanno iniziato non in orario, invece il mio treno di ritorno sarebbe stato molto in orario. Posso solo limitarmi a dire che la performance è stata più che ottima come le volte precedenti… peccato non essersela goduta in pieno.

Inutile dire che aspettiamo non molto pazienti l’edizione 2016! Già si sa dei Wilco come parte del festival…

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