Intervista a M83 (Anthony Gonzalez)

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Interview with M83M83 è un gruppo di musica elettronica fondato da Nicolas Fromageau e Anthony Gonzalez a Antibes, Francia, nel 2001. Nel 2004 Fromageau abbandona la band, lasciando Gonzales come unico membro, che si fa aiutare sia in studio che in tour dal fratello Yann Gonzalez, dalla cantante e tastierista Morgan Kibby e dal batterista Loïc Maurin.
Hurry up we are dreaming, uscito nell’ottobre 2011 ha raccolto un amplissimo consenso di pubblico e critica, ed è indicato da molti colleghi musicisti come album più interessante -ancora!- del momento.
Noi abbiamo incontrato Anthony poco prima della sua data ai Magazzini Generali di Milano lo scorso febbraio, ma vi ricordiamo che il 6 giugno sarà nuovamente all’Estragon di Bologna.
Presto anche l’audio completo della chiacchierata in Inglese su Radiosglaps. Trascrizione a cura di Ilaria Ragno.

 

 Ciao! Sono molto contenta di conoscerti, sei il primo artista francese che conosco e si dice che gli artisti francesi siano i più timidi..i daft punk per esempio hanno le loro maschere, qual è il tuo rapporto col palco?

Se potessi nascondermi come i Daft Punk probabilmente lo farei! Ma sto migliorando, sono in tour da molto tempo e sono di certo più sicuro di me stesso rispetto a quando ero un ragazzo.. sono molto timido ma credo che l’essere sul palco mi abbia dato più sicurezza!

 Sei molto giovane ma hai già dieci anni di carriera alle tue spalle.. come sono andati questi dieci anni?

É fantastico, tutto è accaduto così in fretta ma mi piace il modo in cui la mia carriera si sta evolvendo, piccoli passi. La normalità sarebbe iniziare da un grande album e poi scendere a poco a poco, per me invece è stato diverso, ogni passo mi ha portato un po’ più in alto: è stabile, ho una fanbase molto stabile e la gente si interessa a me!

 Hai visitato the Joshua three per trovare ispirazione per questo album, perchè questa scelta?

Mi sono trasferito ad LA tre anni fa ed è un posto molto vicino a LA! É facile andarci in vacanza.. non so, la prima volta che ci sono stato mi sono innamorato, non ho davvero pensato agli U2, è molto bello, è il posto ideale per fare musica! Qualche volta quando senti che los angeles è troppo caotica, la maniera migliore per sfuggirle è il deserto!

 Com’è vivere a Los Angeles rispetto a vivere in Francia o in Europa?

É molto diverso dall’Europa.. è bello sperimentare nuove culture e credo ci insegni a vedere le cose in una prospettiva differente. É un altro passo della mia carriera :conoscere altri artisti e musicisti dato che la scena musicale è così grande! Quando vivevo nel sud della francia la scena musicale era molto piccola e pensavo molto spesso “beh, sono il migliore qui!” a La invece ho dovuto ricominciare tutto da capo, non sono nessuno!

 Perchè hai scelto di pubblicare un doppio album?

Hmmm.. non lo so, ho solo scelto di fare l’album che volevo fare, non sto molto a sentire la mia label, lavoro un sacco seguendo i miei istinti, è qualcosa che ho sempre sognato di fare. Non importa cosa mi dice l’industria musicale, io sono il mio boss e se decido di fare qualcosa lo faccio!

 Hai due collaborazioni particolari in quest’album: zola jesus..

Sì lei è incredibile, è così potente sul palco! Mi sento molto fortunato a poter condividere questo momento con dei grandi artisti e lei è un esempio perfetto. Ci siamo incontrati due anni fa e abbiamo deciso di voler collaborare insieme su questo pezzo. Lei era perfetta per l’intro di questo pezzo..

 é anche una filosofa, è molto profonda..!

Decisamente, è stata la scelta migliore per questo pezzo! Ora è una mia amica, abbiamo molte cose in comune e abbiamo la stessa visione globale della musica!

 Qual è la tua traccia preferita nell’album?

É difficile perchè ogni pezzo ha la sua storia.. forse Wait è la mia preferita perchè è una delle prime che ho scritto, la amo e amo come si sviluppa alla fine!

 La mia preferita è Raconte-Moi une histoire, è molto toccante.

É un tributo alla mia infanzia! La ragazzina che l’ha registrata è la figlia del mio produttore, era perfetta, aveva cinque anni ma è stata fantastica!

 Il tuo primo strumento è stato il sintetizzatore, poi ti sei spostato sulla chitarra.. qual è il tuo strumento preferito?

Probabilmente il sintetizzatore, è il mio primo amore, c’è qualcosa anche di estetico che mi ispira di più! I sintetizzatori sono molto importanti anche per gli effetti.. mi considero davvero un artista da studio, mi piace fare album ed è quello che faccio meglio.. spero di farlo ancora a lungo!

 Ho sentito midnight city un sacco di volte… ti aspettavi un tale successo?

Beh sì quando l’ho registrata sapevo che era un pezzo speciale! Ma non puoi aspettarti nulla dallo studio, questa canzone è forse quella che ha avto più successo nella mia carriera ed è fantastico quello che mi sta capitando ora!
L’ho scritta a los angeles, io gioco molto a football, stavo guidando per andare a casa sentendo questo pezzo ed era molto tardi ed è stato bellissimo guidare attraverso la città e i palazzi giganteschi. É un po’ il mio tributo alle grandi città come Los Angeles!

 Hai scritto anche della musica per il corto di tuo fratello, vero?

Sì mio fratello è un regista e ho scritto della musica per uno dei suoi corti…

 Qual è l’approccio usato per scrivere musica per un corto?

É molto differente, perchè per un film si scrive per qualcun’altro mentre scrivere un album è scrivere per sé stessi. Bisogna essere molto attenti perchè il regista ha sempre l’ultima parola, bisogna evitare di essere egoisti.. ma è per questo che mi sono spostato ad LA perchè voglio anche scrivere musica per film!

 Che ne pensi dei remix? Io non riesco ad apprezzarli perchè non riesco a pensare a una canzone modificata..

Beh Facevo un sacco di remix in passato, ora ho smesso, è difficile per me cambiare molto una canzone! Ora l’industria musicale si regge su singoli e remix e qualche volta devi fare quello che non ti va perchè è parte del “contratto”..

 Hai aperto anche un sacco di live di Depeche Mode, Kings of Leon..

é stata una grande esperienza! Mi ha decisamente aiutato, è difficile perchè il pubblico non è lì per te, parlano, bevono e aspettano per il gruppo principale. É stato difficile ma ho imparato molto da questi tour, credo sia stato davvero necessario!
– Preferisci essere in uno studio o stare sul palco?

Essere in uno studio! Mi piace fare show live ma il mio habitat naturale è lo studio, mi sento molto meglio e molto più sicuro di me stesso!

 Lavoro per una webradio.. qual è la tua relazione con internet? Come ti aiuta nel tuo essere musicista?

É un periodo strano per la musica, tutto va molto veloce e mi spaventa, da musicista. CI sono band nuove ogni giorno ed è difficile combattere per il proprio posto! Si può registrare un album nella propria camera da letto, col pc e pubblicarlo immediatamente.. apprezzo internet ma ne sono anche molto spaventato. Ci si può dimenticare di una band molto velocemente quindi bisogna essere molto cauti.

 Credi che i social media ti possano aiutare più dei giornali?

Beh.. forse no, non molte persone comprano giornali perchè internet è gratuito e più veloce, ma sono un ragazzo all’antica e amo comprare dischi in un negozio di dischi e comprare giornali e libri.. non lo so, non sono ancora abituato ai computer e alla tecnologia!

 

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