Intervista a Nils Frahm

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A trent’anni non ancora compiuti, il tedesco Nils Frahm si è già affermato quale figura centrale della scena elettronico-neoclassica.Abbiamo avuto l’occasione di rivolgergli 10 domande per email, ecco il risultato!

1. quando hai iniziato a suonare il piano? Intendo anche: hai avuto un insegnamento particolare come il metodo Suzuki o simili (chiedo perchè sei giovane) o è qualcosa di molto classico?

Quando avevo 3 o 4 anni ero molto interessato al pianoforte di mia madre, quando allungavo le mani nell’aria le mie dita toccavano dei tasti a caso. Gli entusiasmanti risultati ottenuti con questo metodo mi hanno portato a continuare a farlo per ore, i miei genitori realizzarono da subito che tutto questo poteva suonare meglio con l’aiuto di un insegnante di pianoforte. Non ho mai studiato ma avevo un insegnante molto duro che mi faceva lezione 3-4 volte a settimana e quello ha decisamente aiutato la mia tecnica un po’.

2. Com’è cambiato il processo di scrittura e registrazione da Felt a The Bells? Sembra che nessun suono sia stato escluso dall’album..

Generalmente non escluderei mai un suono da un album. Ho sentito tecnici del suono discutere sul come eliminare alcuni suoni in registrazioni di pianoforte. Un pianoforte fa un determinato piccolo suono quando spingi il pedale sostenuto, un leggero ma udibile suono, puoi sentirlo nel mio album “The Bells”. Mi piace come suona ed è parte del piano ma molta gente crede sia qualcosa di non voluto e cerca di nasconderlo. La stessa cosa vale per i fischi, il respirare e il suono fatto dai vestiti quando ci si muove di fronte al microfono, ecc.. Credo che questi suoni portino qualcosa di naturale alla registrazione. Nel caso del mio album Felt, stavo pensando a come inserire questi suoni nell’album al punto da farli divenire la mia band.

3. Da dove hai preso l’idea per i tuoi lavori e il tuo intento di suonare intensamente o silenziosamente?

Il mio lavoro è per di più basato sull’intuizione, generalmente decido di scegliere l’idea che suona meglio alle mie orecchie. é certamente soggettivo ma la maggior parte delle idee non vengono da idee concettuali ma da una profonda passione per l’esplorazione dei suoni. Suonare ad alto volume può funzionare in una grande chiesa o su un gran piano ma può non funzionare per il mio piccolo piano a casa, cerco così di capire cosa funziona in differenti ambienti.

4. Quali sono le maggiori fonti di ispirazione in musica? Berlino ha un ruolo in ciò? O forse il tuo appartamento, perchè hai registrato il tuo ultimo lavoro a casa..

Sono ispirato dalla musica che sento ma anche dall’essere vivo nel senso più ampio del termine. Il pianoforte mi aiuta a riflettere le mie emozioni ma è essenziale a mantenermi in equilibrio. Se parliamo di registrazioni, amo registrare nel mio palazzo. Sono ossessionato dai miei strumenti e con il passare del tempo ho collezionato una serie di rari strumenti, compressori, microfoni, registratori, pre-amplificatori. Ottengo i suoni che voglio quando lavoro a casa.

5. Erased Tapes ha dei fantastici artisti moderni di musica classica al momento, interagite molto?

Ovviamente i nomi più importanti si conoscono tutti ed è un bell’ambiente di gente molto indipendente ma anche molto socievole. Ci rispettiamo e, per esempio, il successo di Peter Broderick mi fa felice quanto lui. Alla fine, ci aiutiamo e collaboriamo ogni volta che possiamo.

6. La tua musica, anche se classica, si adatta facilmente alla musica alternativa. Credi che la tua musica sia più accessibile dei tradizionali pezzi classici?

é difficile paragonare la mia musica alla musica classica accademica. Ho ascoltato musica sperimentale e jazz, classica, musica alternativa, techno e musica pop. Tutto questo è rimasto dentro di me e contribuisce alla mia estetica quindi non posso ascoltare Mozart allo stesso modo in cui lo ascoltavano i suoi contemporanei. La prospettiva sulla musica è diversa perchè le nostre orecchie cambiano coi secoli. Io rifletto musica che è accessibile ad un pubblico più ampio e uso strumenti antichi per ottenere il risultato ma la musica che suono non è classica, solo gli strumenti lo sono.

7. Avete scelto di rendere disponibile l’album in vinile e download digitale. Perchè avete scelto di non usare il cd? e quale media preferisci per raggiungere la gente con la tua musica?

Anche se preferisco il vinile più di qualsiasi altra cosa, non mi interessa davvero come la gente ascolta la musica. Mi intristisce che molta gente ascolti il pessimo audio da youtube e cose così ma si sa che la gente deve decidere per sè. Un sacco di gente non ha nemmeno più un lettore cd, molta gente non ha un sistema stereo, usano casse da 10 euro sul loro laptop e ascoltano musica da myspace. Per un appassionato del suono come me questo è un pensiero orribile ma cerco di non pensarci così tanto..

8. La tua musica è abbastanza cinematica ed è capace di creare atmosfere. Hai mai pensato di scrivere una colonna sonora per un film?

Beh, lo farei se mi fosse proposto il giusto progetto ma mi piace che tu abbia pensato all’associazione con le immagini. Quello che voglio è ispirare la gente a creare le proprie immagini, come leggere un libro, si usano le immagini che sono già dentro di te.

9. Che ne pensi del web? Usi i social media per promuovere la tua musica o entrare in contatto con i fan?

Non sono molto bravo in questo. Cerco di usare il computer il meno possibile: dopo aver scritto email tutto il giorno mi fa pensare che avrei potuto scrivere la mia musica invece. Musicisti là fuori, resistete alla tentazione di controllare venti social network diversi al giorno, potrà aiutare il vostro ego ma non la vostra tecnica di musicista (mi trovate su facebook, ovviamente).

10. Ultima domanda: molto spesso la gente pensa che i musicisti classici siano molto seri.. cosa ci dici in proposito?

Un fotografo mi ha chiesto un ritratto ieri, ho pensato che il bagno fosse lo sfondo perfetto.

 

 

 

1.    When did you start playing piano? I also mean: did you have a specific training like the Suzuki method or similar [I just ask this because you’re young] o it comes in a very “classical” way?

When I was 3 or 4 years old I showed a grown interest in my mothers piano, when I stretched my arms in the air my fingers where able to hit some random keys. The exciting results achieved doing this made me keep doing this for hours. so my parents realised early that all this might sound better with the help of a piano teacher. I never studied but had a strict teacher who gave me lessons 3-4 times a week and that actually helped my technique quite a bit.

2.     How did the writing and recording process was different for Felt in comparison with The Bells? It feels as though no sounds have been excluded from the album…

Usually I would never exclude sounds from an album. i heard recording engineers discussing how to get rid of certain sounds in piano recordings. A grand piano makes a little sound for example when you hit the sustain pedal, a dubtle but audible sound, you can hear this on my album “the bells”. I love how that sounds and it is part of the piano but many people think of it as something not wanted and try to hide it. The same about hiss, breathing, the sounds your cloth make when you move in front of the microphone etc. I think all these sounds bring back something natural to a recording. In the case of my new album “Felt” I was working on featuring these “unwanted” sounds to a point where they became my band.

3.     How did you get the idea for your works, and also your purposes to playing loudly… or playing quiet…?

My work is mostly based on intuition, I usually decide to go for the ideas which sound good in my ears. that is certainly a subjective thing, but most ideas do not come from conceptional ideas, they come from a deeply rooted passion for sonic exploration. Playing loud might work in a big church on a massive grand piano, but it might not work on my little upright piano at home, so I try to find what works in different settings.

4.     What do you consider your greatest inspirational sources in music? Does Berlin have a role in it? Or maybe your flat, because you’ve recorder your last work at home…

I am inspired by music I listen to but also by just being alive in the widest sense. The piano helps me to reflect my emotions and it is essential to keep my self in balance. when it comes to recordings, i love working in my flat. i am a gear maniac and over the years collected a cast selection of unique and antique recording gear, old tube preamps, compressors, mics and tape machines. I just get the sounds i am looking for when i work at home.

5.     Erased Tapes have some pretty wonderful modern classical artists on their roster currently… is there a vivid interaction between yours, isn’t it?

The bigger names in the modern classical genre of course all know each other and it is a wonderful circle of highly independant but also very social people. We respect each others work and a success for Peter Broderick for instance makes me as happy as him probably. In the end it helps all of us, we also collaborate whenever we can.

6.     Your music even if is still classical is even a sort of crossover with alternative music. Do you feel that your music is more accessible than traditional classical pieces?

It is hard to compare my music with academic classical music. I listened to experimental music and jazz, classic, alternative music, techno, and pop music too. All this is inside me and builds my aesthetic, so I can’t listen to Mozart like the people listened to Mozart when he was alive. The perspective on the music is a different one because our ears changes over the centuries. I reflect music which is accessible to a wider audience and use and age old intstrument for doing this but the music I am playing isn’t classical, only the instrument is…

7.     You released albums available on vinyl and digital download. Why did you choose not to release them on CD? And which media do you prefer to reach people with your music….?

Even though I prefer vinyl over anything else, I don’t really care how people listen to music. I think it makes me sad that a lot of people listen to converted crap on youtube and such, but even that… you know, people need to decide for themselves. I think a lot of people don’t have a CD player anymore. Most people don’t have a stereo system anymore, they plug 10 € speakers on their laptop and listen to music on myspace. For a sound enthusiast like me this is a horrible thought, but I try to just not think about this too much…

8.     Your music is quite cinematic and creates atmopheres. Have you never thought about writing a soundtrack for a film?

Well, I would if the right project would come along, but I like to hear that you had the association with pictures. All i want is to inspire people for creating their own images. it is like reading a book. you just use the pictures which are inside you already.

9.     What do you think about the net? Do you use social media to promote your music or for getting in touch with fans?

I am very bad with this. I try to use the computer as little as possible and after writing emails for hours every day it makes me realise that I could have worked on my music instead. Please all musicians out there: work hard on your music and try to resist checking 20 social media platforms every day. It might help your ego, but not your skills as a musician. (you find me on facebook obviously)

10.  Last question: sometimes people think that people who plays classical music are very serious… what do you want to say? 😉

A photographer asked me for a portrait yesterday. I decided that the toilet would be a perfect setting for this.

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